I Malatesta di Rimini

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Paolo Malatesta detto Paolo il bello

Il terzogenito di Malatesta da Verucchio, Paolo Malatesta era molto diverso dal padre e dai fratelli, bello di aspetto e gentile di carattere, sapeva leggere e scriveva in latino, non amava le armi ne le imprese belliche. Era soprattutto ricco di fascino che esercitava su uomini e donne, e che mise a frutto per progettare un ricco matrimonio. Tutto ebbe inizio quando nel 1262 Malatesta da Verucchio ebbe l’investitura sulle terre che fino al 1188 erano state feudo dell’Arcivescovo di Ravenna, terre degli abati di Sant’Ellero di Galeata. Occupate quelle terre il “Mastin Vecchio” iniziò a guardare anche al resto del feudo, costituito da terre cedute dall’arcivescovo a una ricca famiglia dal titolo di "conti di Giaggiolo".
Fece un'ottima proposta di acquisto al capofamiglia che però rispose con un secco rifiuto.



Purtroppo il conte Umberto mori molto presto ed in mancanza di figli maschi il feudo fu affidata alla madre Beatrice, alle sorelle Manentessa e Sapia e alla figlia Orabile Beatrice di appena nove anni. Neanche le quattro donne vollero vendere e decisero di attendere di accasare la piccola Orabile. Purtroppo per lui il Mastin vecchio non potè proferire minacce o fare azioni di disturbo per impossessarsi della contea di Giaggiolo in quanto Manentessa era sposa con Guido da Montefeltro, vicario imperiale per la Romagna con agli ordini cavalieri e fanti in grado di distruggere l’intera città di Rimini. Non abbandonò però il suo proposito ma scelse semplicemente un’altra strada.
Per prima cosa chiese in moglie per il figlio Paolo la giovane Orabile. Poi diede ordine al suo amico Ludovico delle Caminate di trattare per l’acquisto della proprietà. Le contesse furono conquistate dall’aspetto e dai modi cortesi di Paolo e decisero per il matrimonio. A questo punto potevano vendere la proprietà a Ludovico delle Caminate. Fu trattata prima la vendita delle terre, il 29 agosto 1269, ad Urbino e poi firmato il contratto matrimoniale. Orabile portò in dote i denari pagati da Ludovico delle Caminate per il terreno. Al figlio trasferì le terre e i titoli che gli erano stati ceduti dal suo compare. In questo modo ottenne le terre senza spendere una lira. Dal matrimonio con la giovane Orabile Paolo ebbe due eredi, Uberto e Margherita. La moglie non era particolarmente attraente e probabilmente Paolo non ne era innamorato e così incominciò a dedicarsi agli affari di governo.



Nel 1282 ricevette dal Pontefice la carica di Capitano conservatore della pace in Firenze, incarico di prestigio e grande responsabilità. Egli presiedeva i Consigli speciali e generali, riuniti nel palazzo del vescovo o nella chiesa di San Pier Scheraggio, dove giudicava in materia di contrasti fra i cittadini, fra i partiti e fra i rappresentanti delle Arti. Purtroppo il compito era molto difficile in quanto egli avrebbe dovuto indurre i cittadini di Firenze ad osservare le condizioni di pace fra guelfi e ghibellini dettate dal cardinale Latino. I capi delle sette Arti maggiori però riuscirono ad avere il sopravventosu di lui e limitarono i compiti del Capitano e quello del podestà. Prima della scadenza del suo mandato annuale Paolo ritornò a Rimini.
 
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