I Malatesta di Rimini

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IL TERRITORIA DELLA SIGNORIA

La casata dei Malatesta ha dominato i paesi, i borghi, le rocche dell’entroterra romagnolo fra il Medioevo ed il Rinascimento, dal 1200 al 1500. Nel 1100 la famiglia Malatesta, da Verucchio e da Pennabilli, consolidò il proprio potere nella valle del Marecchia e nel Riminese. Nel 1300 e precisamente dal 1355 la signoria di Rimini si estese nelle Marche ed in Toscana. Su tutti i territori conquistati i Malatesta costruivano rocche, torri e mura di cinta con porte fortificate, dando luogo ad un vero e proprio sistema architettonico militare che rappresentava il loro sistema difensivo.

In particolare erano le fortezze lo scheletro di tutto il complesso e servivano a proteggere gli insediamenti urbani e a controllare il territorio in caso di invasione nemica. Nel frattempo tali costruzioni, come la Rocca Malatestiana o la Rocca di Verucchio, erano luoghi in cui soggiornare per la caccia, invitare ospiti, organizzare feste. Essendo anche luoghi di rappresentanza e simboli del potere della signoria, erano arredate lussuosamente ed arricchite con opere d’arte, affreschi, architetture di pregio, ceramiche e sculture, molte delle quali sono arrivate intatte a noi.



Il territorio su cui regnava la Signoria dei Malatesta era quello della città di Rimini, la capitale malatestiana e quello delle altre città che si affacciano sul mare Adriatico (Riccione, Bellaria, Igea Marina, Cattolica, Misano Adriatico). Poi si estendeva, prima pianeggiante verso le colline (comuni di Santarcangelo, Poggio Berni, San Giovanni in Marignano, Marciano) poi collinare fino a raggiungere altezze intorno a 400 metri dove ci sono comuni come Verucchio, Torriana, Coriano, San Clemente, Montefiore ecc. Le colline nelle parti più interne diventano a tratti selvagge e brulle, caratterizzate da forti speroni rocciosi o scogli di roccia calcarea. (Verucchio e Torriana). Questo territorio costituisce l’ultimo angolo della pianura padana, la parte meridionale della Romagna dove s’intrecciano tre vallate: la Valle del Marecchia, la Valle del Conca e la piccola Valle del torrente Marano.



La Valmarecchia è attraversata dal fiume Marecchia che nasce a 1236 m. sul Monte Zucca e scende in Adriatico attraversando tre confini regionali, quelli della Toscana, delle Marche e della Romagna. I comuni della Valmarecchia che facevano parte della Signoria dei Malatesta erano quattro: Santarcangelo, Verucchio, Torriana e Poggio Berni, che con il comune di Montebello costituivano una difesa naturale per la città di Rimini. Tutti i castelli e le torri costruiti in questo territorio hanno la caratteristica comune di essere stati collocati su speroni di roccia in modo che i loro occupanti potevano avere una vista completa, e quindi un controllo totale, sul territorio circostante sia verso il mare sia verso i monti.

Tali colline erano densamente abitate e nella campagna coltivata a grano, vite, olivi, si alternavano ai campi i paesi e i borghi. Vasti appezzamenti erano ricchi di vegetazione spontanea e di querce, pioppi, salici, ginestre. Ancora oggi esistono boschi spontanei come quello in località Albereto, a Montescudo, che benché piccolo è ricco di fauna e vegetazione. La popolazione risiedeva nei borghi, intorno alla rocca, dentro una cinta di mura, dove oltre alle abitazioni vi erano chiese e piazze. Ancora oggi si vive in questi bellissimi borghi dove attente operazioni di restauro conservativo hanno consentito che mantenessero il loro aspetto medioevale e rinascimentale.
 
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